venerdì 17 settembre 2004

Quando ero molto giovane e studiavo Medicina, il mio prof. di psichiatria dichiarò che il paziente psichiatrico grave è la persona più fragile in un gruppo ammalato, che cede e va in tilt. Affermava che per curarlo bisogna levarlo, estirparlo dal gruppo malato e permettergli di avere delle relazioni sane.


Sono passati ventidue anni e finalmente ho capito profondamente  cosa voleva dire e posso asserire con sicurezza che, con l' eccezione dei depressi e dei bipolari e degli ansiosi che secondo me hanno una malattia ad origine prevalentemente biochimica, aveva assolutamente e completamente ragione.


Peccato che la terapia proposta sia praticamente sempre impossibile da eseguire.

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