domenica 12 settembre 2004

IL CULTO DEI MORTI NEL VECCHIO BORGO


Il Pescatore m'ha mandato una bottiglia di crema di limoncello. Ora chi m'ha seguito negli ultimi mesi dirà: come ha fatto se è morto da due settimane? Ha dato la commissione da fare alla Figlia, è chiaro. Ieri era il mio compleanno, capite, e a me il "lemo" fatto in casa piace parecchio.


Abbiamo parlato di lui, va da sè. La Figlia, rientrata dal Marocco appena in tempo, gli ha messo accanto nella bara tutto quanto poteva essergli utile "di là": canna da pesca, l'ultima, la migliore, a fianco; licenza di pesca nel portafogli, debitamente rinnovata poco tempo fa; sacchetto dei bigattini a portata di mano. E poi foto delle sue donne: le due figlie e la nipotina. La moglie no: aveva raccomandato alla Figlia: "Non farla venire al funerale, lasciami andare in pace, senza quella lì". Fiori, un sacchetto di biscotti fatti in casa, quelli che gli piacevano, i documenti, era una persona seria e non andava in giro senza.


L'hanno cremato di venerdì. Voleva essere cremato e poi finire nel fiume, il posto dove preferiva stare. La legge sulla dispersione delle ceneri non è ancora passata, quindi bisognava metterlo nell'urna, ma la Figlia ha tanto pianto e strillato e minacciato e pregato che i becchini, con l'intermediazione dell'impresario delle pompe funebri, hanno fatto una roba da six feet under: aperto il sigillo dell'urna, ne hanno asportato una buona parte delle ceneri e l'hanno richiuso. Le ceneri sono partite in macchina, chiuse in una scatola di cartone, con al Figlia e col compagno pescatore del Pescatore, dirette ad uno dei posti da lui preferiti, e laggiù sono finite dentro il fiume, a scorrere con lui, come voleva il nostro amico. L'urna semivuota riposa accanto al corpo del fratello, per la consolazione della Maggiore e della Nipotina che potranno portargli dei fiori.


La Nipotina piange di continuo. Continuava a cercare il nonno e pare ne abbia ereditato il caratteraccio, visto che strillava e faceva i capricci e rifiutava di mangiare se  non la portavano subito, dico subito, dal SUO nonno. La situazione in capo a pochi giorni era diventata insostenibile, era chiaro che non aveva alcuna intenzione di scordarsene o di lasciar pedere, così le hanno spiegato che gli angioletti sono venuti a prendere il nonno per portalo in Cielo. La spiegazione non l'ha placata, ha solo indirizzato altrove le sue proteste: che diritto hanno gli angioletti di portarsi via il mio nonno? non ce l'hanno un nonno, loro? io lo rivoglio, bisogna dirgli che me lo riportino, in Cielo è troppo lontano e non mi piace. In seconda battuta ha indagato sulla possibilità che quei disgraziati si portino via anche la mamma, o la zia, e le sorveglia attentamente: non si sa mai.


Io mi bevo la crema di limoncello, e aspetto il mio turno, come il resto del mondo. Ma intanto vivere è bello.

2 commenti:

  1. "Ma intanto vivere è bello." Un gran finale, una spera di sole che si apre all'improvviso nonostante il cielo cupo e minaccioso.Non è un lieto fine, c'è una bella differenza.

    RispondiElimina
  2. Sì.
    Mi mancherà, il Pescatore.

    RispondiElimina