mercoledì 1 settembre 2004

LA VITA SCORRE. E IL PEPERONCINO MATURA.


Dal primo luglio scorso la gestione della Casa di riposo è passata di mano. A due "Infermieri Imprenditori". Non ci vado d'accordo con questi I.I., così ho dato le dimissioni il 21 luglio. Gli I.I. hanno precipitato le cose facendomi inca**are, hanno persino tentato di farmi imporre dall'Azienda di continuare ad assistere i Pazienti per forza.


Molta gente non sa che il Medico di Famiglia può in qualunque momento ricusare uno o più pazienti qualora venga a mancare il necessario rapporto di fiducia. In tal caso ha solo l'obbligo di continuare ad assisterlo per sedici giorni, dopo la comunicazione ufficiale, perché egli abbia il tempo di scegliere un nuovo medico. Gli I.I. pensavano di avermi in pugno, che il Medico fosse un arlecchino servo di tutti. Capisco che questo possa essere l'auspicio della nostra classe politica e di tanti altri, ma non è ancora così.


Il primo paziente che ho ricusato era follemente innamorato di me. Era anche profondamente intossicato d'alcol e completamente confuso. Gli ho trovato un medico maschio e l'ho pregato di non fare confusione tra medici, mamme e fidanzate.


Altri due pazienti li ho ricusati quando mi sono accorta che mi chiedevano un certificato di malattia alla settimana per ciascuno. Il medico fiscale dell'Inps, ad una cena di fine anno, mi disse ridendo che i miei due pazienti detenevano un record: avevano quasi raggiunto le duecento visite fiscali per ciascuno, se si pensa che avevano entrambi meno di trent'anni si tratta di una performance notevole. Ma siccome i conti dei certificati e delle visite non mi tornavano, ci sono andata a fondo: si facevano fare certificati anche dal medico dei genitori di lei e da quello dei genitori di lui. Vivevano sul filo del numero massimo di assenza per malattia consentito senza incorrere in un licenziamento. Si facevano i conti da bravi sindacalisti e appena "maturavano" una settimana o due di malattia se la "prendevano", come se avessero "maturato" delle ferie.


Una famiglia l'ho mandata via perché avevano dato dello "sciancato di merda" al mio collaboratore, una persona intelligentissima che da circa venticinque anni ha la parte sinistra del corpo paralizzata. Non ho mica alzao la voce: ho detto solo: trovatevi un altro medico, buonasera. Pensando che è ben più triste la sorte di chi è sciancato nel cervello....


Ora, bisogna tener presente che la dottoressa Capsicum mica si chiama così per niente! Come il Capsicum Annuum (volgarmente peperoncino rosso di Soverato) se la mordi avventatamente brucia. Ho anche ricusato della gente con cui potevo essere più accomodante. Due o tre. Gente che non ascoltava i miei consigli, che riteneva che io mi sbagliassi sempre, che non capissi nulla. Li ho esortati a trovarsi un medico in cui potessero riporre davvero la loro fiducia. Impeccabile formalmente, ma in realtà io ero offesa. E dispiaciuta. E ferita. Li ho ricusati per quello, mica per altro.


Come ho detto altre volte essere buoni non è una qualità importante del medico, che non ne ha pertanto l'obbligo.


Sul mio terrazzo i peperoncini stanno diventando rossi. Domattina ne colgo uno e lo mangio col pane, l'olio e il sale. Brucia, si, ma è il primo di quest'anno, e sono impaziente di sentirne il sapore.


Buonanotte a tutti gli ipocondriaci, i depressi, i fantasiosi, gli amici, i buoni, i cattivi, purchè amanti del magico ortaggio rosso.

6 commenti:

  1. Ma è vero che con le bombole del gas ci s'addormenta e muore senza soffrire?
    Grazie.

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  2. no, sono tutte cazzate.

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  3. vedevo sempre una piantina di capsicum nel negozio di fiori sotto casa a parigi. e ti pensavo. :-) manu

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  4. vado pazzo per il peperoncino! Ma non ho il coraggio di prenderlo a morsi.
    Un caro saluto, Cecilia.

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  5. @ manu: che bello, grazie! toni ciao, che piacere sentirti!

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