giovedì 8 luglio 2004

 


Sono in vacanza, e leggo. Cosa? Di tutto un po'. A cominciare da:


 


Moni Ovadia – L’ebreo che ride


 


Una gradevolissima sorpresa, per me.  Nel senso che naturalmente mi aspettavo un libro intelligente e godibile da Ovadia, ma questo è ancora di più: è imperdibile.


 


Cosa potete trovare in questo libro:


-         una breve storia degli ebrei in Europa negli ultimi due secoli, ivi compreso lo scorcio della rivoluzione russa, sotto le mentite spoglie di un libro sull’umorismo ebraico;


-         un profondo saggio sulla spiritualità ebraica camuffato da raccolta di barezellette;


-         uno scorcio illuminante sulle radici dell’umorismo americano  moderno cinematografico e letterario, contrabbandato come sopra;


-         un inno indomito alla discussione, all’interpretazione, alla diversità ( “... quando mai gli ebrei hanno temuto le contraddizioni? Alcuni ebrei ultra ortodossi, ma anche laici, sembrano averlo dimenticato. Non ascoltano più l’altro, sono ebbri di sè, sono solo preoccupati di assassinare l’opinione che non coincide con la loro. Hanno dimenticato il versetto 12 del salmo 62 di Davide: ‘Una cosa ha detto l’Eterno, due ne abbiamo udite!’. Hanno dimenticato che se una parola della Scrittura non dà luogo a molteplici interpretazioni non è la parola del Dio vivente, ma la parola di un dio morto e mortifero.”)


-         una amara riflessione sul nuovo Israele, ma non disperata (La capacità di ascolto reciproco sembra atrofizzata, ma non bisogna generalizzare. Si alzano con sobrietà voci che parlano il linguaggio della pace e pace forse significa, come insegna il grande Rabbi Nachman di Brezlav, far convivere gli opposti, non omologarli);


-         un punto di vista vecchio e contemporaneamente innovativo sulla psicanalisi;


-         otto lezioni sull’umorismo ebraico e duecento storielle;


-         molte altre cose che ognuno elencherà da sè.


 


Domani  è un altro libro.


 

4 commenti:

  1. E insomma apprezziamo entrambi Ovadia. Altra novità.

    RispondiElimina
  2. Grazie, dottoressa. Mi ha sempre incuriosito, lo leggerò.

    RispondiElimina
  3. Bravissimo, Ovadia.

    La possibilità di vederlo in teatro è una delle poche cose che mi mancano, qui.

    RispondiElimina
  4. e di Ovadia ne ho cominciato un altro: Vai a te stesso. Promette molto bene. è il libro di domani. quello di oggi lo trovate più sù. Un saluto a tutti.

    RispondiElimina