sabato 31 luglio 2004

CATEGORIA LETTURE ESTIVE


Ieri sono stata in biblioteca a restituire i libri presi a prestito dal mio figlio maggiore e ne sono uscita con un romanzetto trendy: Allison Pearson, "Ma come fa a far tutto?".


L'ho letto. All'inizio è straordinariamente realistico, poi non so come diventa assurdo.


Perché la mamma italiana che lavora alla fine riesce davvero a fare tutto, non come la protagoinista che lascia il lavoro per tenersi il marito che si è stufato di fare il mammo.


La mamma italiana che lavora rientra in tempo per mettere a letto i figli praticamente sempre, e anche per fare la cena, e per preparare la torta del compleanno, o per fare i panini al latte, o il ragù che mette in frezer in comode confezioni monoporzione per il figlio maggiore che si fa da mangiare a pranzo, o per portare il bambino dal pediatra, e tiene il diagramma di crescita dei propri figli aggiornato e non manca agli apppuntamenti con l'ortodonzista e si presenta immancabile alle assemblee di classe ed ai colloqui, dove la maggior parte della altre mamme lavorano anche loro, qualcuna con orari assurdi e altre con orari meno assurdi, e gestisce i suoi affari dal telefonino mentre sala l'arrosto nel forno, o mentre la polenta cuoce allegramente nel bimby o il kenwood impasta  gli scones mentre la crescente lievita (perchè sprecare il tempo in cui il forno si tempera? facciamo due scones, piacciono a tutti!).


La mamma italiana viene piantata dal suo compagno in genere perché lui ha trovato da far bene con una di venti anni più giovane, non perché si sia stufato di fare il mammo: tanto non lo fa, non c'è pericolo. Il babbo italiano, mediamente, non sposta neppure di cinque minuti i suoi impegni per andare a prendere i bambini a scuola ( ci sono rare eccezioni, rare, rarissime) e dopo cena deve guardare il calcio su sky, e zitti tutti!


La mamma italiana se ha il figlio che si è fatto male a scuola lo strilla a tutto l'ufficio e scappa via senza neppure prendere la borsa, spalleggiata dalle colleghe ed anche da i colleghi, grazie a Dio, altro che inventarsi scuse incredibili come la protagonista del libro. E non lo può lasciare il lavoro, no, perchè altrimenti il mutuo della casa non si riesce a pagarlo e ci si trova per strada tutti insieme appassionatamente.


Conclusioni: carino da leggere, ma con moolto, mooolto senso critico.

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