giovedì 20 maggio 2004

Costantino Kavafis

Itaca

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa’ voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrígoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrígoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.


Fa’ voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa’ scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti piú puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città d’Egitto,
a imparare imparare dai sapienti.


Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.


Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti piú.


E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce cosí saggio, cosí esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.


 


cortesemente messo in rete da  www.poesia.it



2 commenti:

  1. Kavafis è grande - anche se tra le sue poesie quelle che amo di più sono Ritorna, La satrapia e Per quanto sta in te. :)

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  2. grande, si. sono d'accordo. e non lo dico spesso di un poeta.

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