giovedì 29 aprile 2004

SONO TANTO STANCA O...

SONO TANTO STANCA


Ormai sono qui da sei giorni. Ho dormito poco, ho studiato molto, sono stata troppo tempo lontana dai miei figli, e, per quanto questo posto sia bello, sono impaziente di tornare a casa.


Come prevedevo l'età si è fatta sentire. Mal di schiena, sonnolenza, e un fastidioso ginocchio infiammato, oggi poi m'è esploso un erpes sul mento: mi sono aiutata con degli antidolorifici, cosa che a casa non faccio MAI. Ne ho presi in sei giorni molti più che negli ultimi due anni.


Mio marito è stato splendido. Non era d'accordo, ma non m'ha ostacolata. Solo oggi, mentre mi lamentavo della nostalgia di casa e della famiglia, ha accennato ad un "lo prevedevo" e un altro "sette giorni sono troppi".


A novembre mi autoridurrò le lezioni: salto il pomeriggio iniziale e la mattina finale: così i giorni effettivi di lezione saranno cinque e non sei, e i giorni di lontananza da casa saranno cinque e non sette.


Mi sono posta un sacco di domande su me stessa e sulle mie scelte, ho trovato alcune risposte scomode e sono riuscita ad accettarle. E' un inizio.


La provocazione di oggi:


E' importante essere buoni per curare bene i malati terminali?


La mia personale risposta alla prossima puntata.


'Notte da Capsicum

3 commenti:

  1. Ho partecipato per due anni ad un master postlaurea - frequenza di due giorni al mese per undici mesi all'anno - che mi è enormemente servito, credo, per il mio lavoro. Ma il ritorno era sempre difficoltoso: nei primi giorni stentavo a reggere il ritmo. Per tutto: per la famiglia, per il lavoro, per me stesso.
    Spero vivamente che per te possa essere diverso:ti auguro un felice ritorno a casa, Cecilia.
    Toni

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  2. E' importante ma non necessario.

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  3. bellisssssimo! grazie blanche!

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