mercoledì 14 aprile 2004

GUARDINA MEDICA For...

GUARDINA MEDICA


Forse sono troppo severa col collega che ha ricoverato con la forza il mio paziente matto. Ma odio dover dire "l'avevo detto".


L'avevo detto. Al Primario, quando per una prima visita psichiatrica concordata col pover'uomo fortunosamente e con miracolosa opera di convinzione, me lo assegnarono ad una specializzanda del primo anno. Il Primario, bisogna dire, si incazzò ferocemente me presente, e fece una spiega con parole durissime a tutto lo staff riunito. Ottenni un appuntamento con uno psichiatra, non con un giovane medico in odore di psichiatria, ma non servì a nulla. Credo che non mi credette, credo che se la sia risa della mia diagnosi, parto di una presuntuosa dottoressa di famiglia, ma vista la sgridata primariale, mi telefonò, come dire, per rassicurarmi d'aver eseguito l'ordine ricevuto. L'avevo detto anche a lui, in quell'occasione: ricordati di questo poveretto se mai capiterà che abbia un delirio florido e burrascoso.


Ora in realtà sono contentissima che l'abbia ricoverato: il ricovero in se è una gran bella cosa opportuna. E' in grave e piena fase maniacale. Ha appena dilapidato la sua intera pensione  più lo stipendio della moglie per farsi stampare ottocento cartoncini d'auguri col ramoscello d'ulivo da inviare a tutto il personale del Centro Commerciale. E' anche  in piena fase bulimica con una glicemia che passa i trecento a digiuno. Ha sfiorato la querela per aver versato acido solforico sulle radici di un enorme albero nel giardino di una villa perchè i rami gli davano noia. Per la verità è stato il Maresciallo della locale Stazione a convincere il proprietario dell'albero e della villa a ritirare la querela: apprezzo molto i Marescialli: sono spessissimo persone piene di buonsenso e diplomazia. Ha dei livelli di adrenalina pazzeschi che gli hanno mandato il già malandatissimo cuore in scompenso. Ergo, il ricovero andava benissimo, non c'è dubbio alcuno.


Quello che mi è dispiaciuto è stato il modo. Il collega si è evidentemente preso paura, se è arrivato ad alzare le mani. Il pover'uomo non dovrebbe far paura a nessuno, tra l'altro non ha mai picchiato nessuno in vita sua, ma certo alza la voce, grida. Uno psichiatra non si dovrebbe mai e dico mai spaventare per quattro urlacci. Forse attorno c'era molta concitazione, va bene, forse a menare  ha cominciato qualcun altro, va bene anche questo, ma rimane il fatto che uno psichiatra degno di questo nome dovrebbe riuscire a metabolizzare la propria ansia e quella di uno psicotico contemporaneamente, dovrebbe essere addestrato a farlo, dovrebbe riuscirci.


Nessuno è perfetto, ok, tutti possiamo sbagliare, ok, però in quei momenti tu sei lo specchio in cui il paziente si guarda. Se l'immagine che rifletti è serena, anche il paziente, piano piano, si vede rasserenato e si convince, non a parole, perchè le parole sono inascoltabili in quei momenti, ma senza parole che non c'è motivo di agitarsi, che le cose stanno andando meglio, che le acque si calmano, e che accanto a lui c'è un alleato, non un nemico, qualcuno che può inglobare in sè, sentire NELLA sua parte, non DALLA sua parte, non so spiegarvi bene in poche parole la differenza, ma è sostanziale, sono momenti in cui queste persone perdono i confini, sono in pieno panico da liquefazione. Debbono vedere una tazza in cui riversarsi, non un deserto di sabbia in cui perdersi.


Non sto mica dicendo che sia facile, no. Sto dicendo che non puoi aver fatto sei anni di medicina, quattro di psichiatria, dieci o dodici di lavoro clinico e non esserne capace.  Con un malato violento solo a parole come il pover'uomo. Oppure, puoi, ma non ne dovresti andar fiero, neppure un po'.


Adesso qualcuno potrebbe dire che è troppo facile per me, che da anni sono stata nominata "sorella onoraria" dal pover'uomo, dare questi giudizi. Ma il fatto è che il l'avevo detto. L'avevo detto proprio a quel collega lì.


Comunque il ricovero in sè non è affatto male. Solo, bisognerebbe convincerne il pover'uomo. Cosa che la sua avvocata/medico/sorella onoraria sembra al momento candidata a fare.


Ora, per qualche psichiatra che si fosse sintonizzato su questo blog/canale solo ora, in venti anni di lavoro, di cui dodici di guardia medica un poco ovunque in Regione, non ho MAI  eseguito un trattamento sanitario obbligatorio. Ho ricoverato un sacco di matti in piena crisi, ma tutti col loro consenso. Una volta avevo dei grossi dubbi che il matto in questione potesse cambiare idea, così mi sono portata dietro i carabinieri, uno  in ambulanza con me e con il matto, e uno  in macchina al seguito. Questi scalpitavano un poco a starmi ad aspettare mentre lo psichiatra di servizio in reparto si alzava, si vestiva e veniva a fare materialmente il ricovero, mi guardavano pensando che fossi piuttosto matta anch'io mentre fumavo una sigaretta dopo l'altra col matto in questione, ed avevano anche dei dubbi sulla procedura. alla fine, prima di andare via, uno dei carabinieri mi chiese: "Ma non ha compilato nulla, non abbiamo chiamato i vigili, non abbiamo mandato a firmare nulla dal Sindaco, non abbiamo avuto nessuna ordinanza, si può sapere che razza di ricovero obbligatorio abbiamo fatto?". "Noi non abbiamo fatto NESSUN ricovero obbligatorio, signori. Ce lo siamo tenuto di riserva, ma non è stato necessario. Come avete potuto osservare il signore non ha avuto nulla in contrario a farsi curare. Avete fatto della panchina. Validissimamente, per cui vi ringrazio".


I matti veramente violenti sono, grazie a dio, pochi. E non ti danno il tempo di fare ricoveri obbligatori, in genere. Fanno le loro tragiche cazzate senza preavviso. Ammazzano, si ammazzano, ti lasciano da curare solo cadaveri. E ho visto anche questi.


Chi grida al lupo grida aiuto.


E smetto qui, prima di esagerare.

3 commenti:

  1. ".. sono momenti in cui queste persone perdono i confini, sono in pieno panico da liquefazione. Debbono vedere una tazza in cui riversarsi, non un deserto di sabbia in cui perdersi."
    Riesci ad essere poetica anche mentre stai parlando della vera storia da cui hanno tratto "Il silenzio degli innocenti."
    Sei veramente brava.
    Un'altra cosa. Leggere questi post mi dà la conferma di una battuta che ho sentito da qualche parte:
    "Spesso la realtà supera la fantasia. E a volte senza nemmeno mettere la freccia."
    Un caro saluto

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  2. Se mio padre avesse trovato una psichiatra come te nella sua vita, forse mia madre avrebbe avuto una vita meno difficile. E pure noi figli.

    E' interessante comunque vedere come la si pensa dall'altra parte. E.

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