venerdì 12 marzo 2004

LETTERE DALL�ESILIO ...

LETTERE DALL’ESILIO


 


Sono isolata dalla Rete ormai da parecchi giorni, durante i quali la vita non ha smesso di scorrere.


Ogni sabato mattina accompagno mio figlio a scuola, ma prima passiamo dal bar per una colazione insieme. Abitiamo a quattrocento metri dalla scuola ed il bar è, naturalmente, nella direzione opposta, ma il sabato il mio ragazzo salta giù dal letto senza storie e contrattempi, si veste velocemente e allegramente, e mi sollecita anche: dai, mamma, si fa tardi, non vedi?


 


Sabato scorso, l’ultimo sabato di febbraio, siamo usciti sotto un cielo nuvolo e le prime briciole della nevicata che ci avrebbe assediati per due giorni. Subito dopo averlo lasciato sono partita per una piccola visita domiciliare. Al ritorno mi intercetta la Casa di Riposo: Rachele è peggiorata.


Dopo i tentativi di risolvere l’edema polmonare, dopo aver raccolto l’ultimo suo sguardo, dopo aver spiato l’ultimo respiro, ed il silenzio che segue, la pelle ancora calda sul torace pieno ormai solo di silenzio, dopo la carezza sulle palpebre presto rigide, dopo le scartoffie, i timbri, i certificati, m’accoglie, fuori, la neve.


E' sabato 28 febbraio 2004

6 commenti:

  1. Signori: daccapo! Musica!

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  2. ciao dolce !!!!come stai???Senza blog è tremendo....un bacio......

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  3. Una breve visita , giusto per lasciarti un sorriso ,
    ciao,
    Luciano

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  4. bentornata, Cecilia.Gradisci la banda e discorso dell'autorità cittadina? :-)

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  5. ciao Cecilia, bentrovata in rete!

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  6. grazie, grazie. Si, senza blog è tremendo...

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