lunedì 16 febbraio 2004

Sono, in genere, una...

Sono, in genere, una persona pacata e riflessiva, ma di questi tempi mi trovate un pochettino alterata. Ho deciso di lasciare da parte il consuelto self control alla Jane Austen e di dare alle stampe quanto segue:


 




OGGI SI PARLA DI POLITICA



 


Ah, e gli innamorati del Nostro Caro Premier, quelli incantati dal suo bel volto maschio e fascinoso, dal sorriso durbans tra gli occhietti botulinati, affascinati e mesmerizzati dalla voce suadente, dallo sguardo diritto e penetrante, possono restare lì a fremere di rabbia o cambiare pagina.



 


Già sta faccenda di chiamarlo Premier mi si ferma a livello del cardias rifiutandosi di procedere per lo stomaco fino a che non mi reco in bagno a rigurgitare. Perchè si chiamava Primo Ministro o anche Presidente del Consiglio, prima che la televisività di un termine facesse aggio sulla sua correttezza linguistica. Perché classicamente Premier era un titolo da Dittatore Sovietico, da Francisco Franco, da sedicente unto del signore o giù di lì.


 


Ma je m’en fiche dei termini, andiamo al sodo. Io sono una poveretta, con orizzonti limitati, guardo solo alle mie faccende, alla mia casa, alla mia famiglia ed al mio lavoro. Questo pavoncello imbellettato mi sta sabotando il mio lavoro, ecco cosa.


Lasciamo perdere i termini della riforma della sanità in fieri, lasciamo perdere che sia sostanzialmente non sgradita anche alla sinsitra, NON LASCIAMO PERDERE, ma limitiamoci a rinviare il discorso sulla correttezza etica del far passare una riforma sostanziale non dal parlamento ma dal contratto di lavoro dei medici, bell’escamotage berlusconiano per non passare neppure attraverso una discussione (ricordo che rispose ad un giudice, cito: “si, certo, si trattava di una tattica per pagare meno tasse, ma non era espressamente vietata dalla legge!”, il che la dice lunga, secondo una povera cuoca come me, sul senso della legge e dello stato di questo cavaliere di ventura).


Parliamo del SOTTOFINANZIAMENTO DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE.



 


Lo sapete cos’è? No, eh? Immaginatevi di sapere che la prossima bolletta del gas sarà di cinquantasette euro, ma di recarvi a pagare con cinquantacinque euro. Una volta giunti lì con minacce, blandizie, ed improperi e tutti i mezzi possibili riuscite a far pagare il resto all’impiegato della posta e tornate a casa con la bolletta quietanzata in tasca.


OK, improbabile, vero?. Ma immaginiamo che ci siate riusciti. Alla scadenza successiva vi recata in posta con una bolletta di settanta euro e cinquantacinque euro in mano. Poi pretendete di pagare così. L’impiegato non accetta e voi sbraitate e fate casino urlando che oramai avete fatto due ore di fila, che la posta fornisce un servizio schifoso, che la colpa è tutta loro e a voi non vi frega niente, si aggiustino, qui ci sono cinquantacinque euro o così o spaccate tutto.



 


Il quadro è esattamente questo.


Da un certo numero di anni lo Stato, pur essendo a conoscenza che il preventivo della spesa sanitaria era stabilito in una certa cifra, ne stanziava un pochino di meno, chiedendo alle Regioni di fare dei risparmi, ma alla fine ripianando quel tanto che non si era riusciti a tagliare.


Si chiamava sottofinanziamento, una specie di modo di dire: ragazzi, vediamo se riusciamo a starci dentro a questa cifra qui.


Adesso, con il Berlusca a Cavallo, la cifra mancante è di oltre cinquemila milioni di euro per il prossimo anno, cioè per questo, mi scordavo che è già iniziato. Diecimila miliardi di lire. E le Regioni si devono arrangiare. Che taglino i servizi, che la smettano di spendere denaro in modo improduttivo per mantenere in salute una manica di parassiti pensionati improduttivi, che si arrangino, ma non si permettano di imporre tassazioni regionali, perchè il Cavaliere ha promesso agli italiani di farle calare, le tasse.


 


E soprattutto, dicono, è colpa delle Regioni, di cinque Regioni, per l’esattezza, che non hanno mantenuto gli impegni di modernizzare l’assistenza, di chiudere i posti letto e organizzare l’assistenza sul territorio e via di questo passo. Brutte stronze di Regioni inadempienti! Che non hanno fatto i necessari investimenti (con che denaro? Non si capisce, che dovrebbero investire, i pedoni?) E guarda caso sono cinque schifi di Regioni terrone, lo vedi che il Bossi qualche ragione ce l’ha, cinque schifezze di posti maruchein del c*, Sicilia e Campania in testa, che poi stiamo parlando di ventidue milioni e mezzo di cittadini italiani questo che cavolo c’entra? Magari non sono nemmeno classificabili come italiani, certamente non come cittadini, veh?



 


Sto esagerando? No, ho solo riportato la sostanza, e le cifre, dichiarate dal Governatore Regionale dell’Emilia Romagna Vasco Errani una settimana fa in una intervista su Radio Due. Gli abbellimenti letterari, soltanto quelli sono miei.



 


Cordiali saluti

Vostra Capsicum.

5 commenti:

  1. Prevarrano gl'asili-nido della Romagna (protocomunisti), o gl'improtocollabili tailleur della Moratti?

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  2. guarda che io faccio il medico, mica la maestrina dalla penna rossa! sto parlando di vecchi allettati, di malati di cancro, di bambini con handicap, di lungodegenze, di posti letto, di servizi di assistenza domiciliare, di chemioterapia a domicilio che non si può più fare perchè l'hanno "proibita per legge", degli hospice che esistono solo sulla carta, progettati e mai finanziati, di sale operatorie che stanno chiuse perchè mancano i ferristi, cioè gli infermieri di S.O., e via di questo..
    La Moratti e il tempo pieno sono un'altro capitolo, mica posso interessarmi di tutti in questo piccolo spazio qui.

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  3. se ti presenti alle elezioni farò di tutto per trasferirmi in Sardegna per concederti il mio voto e la mia fiducia.Brava Cecilia!
    Toni

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  4. sei bellissima quando sei alterata! :-) manu

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  5. Inutile dirLe che approvo la Sua indignazione. E' un pò che non vengo qui, perchè sono impegnato in un progetto di scrittura di un romanzo a più mani, nel blog di GiaRuggero Manzoni, http://gianruggeromanzoni.splinder.it. Venga a vedere, e collabori, se vuole.
    a.moroni

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