venerdì 2 gennaio 2004

ULTIMO TRASLOCO

 


ULTIMO TRASLOCO


 


Il Borgo faceva comune fino al primo dopoguerra. Mia suocera, e quelli della sua età, ce l’hanno sulla carta d’identità come comune di nascita. Per questo motivo il Borgo ha il suo Cimitero. Non una cosa monumentale come la Certosa di Bologna, solo molto grande.


Si trova , come tradizione nei paesi, subito dietro alla Chiesa parrocchiale, col cancello aperto nel muro di cinta rosso mattone e proprio sul sagrato. Lo spiazzo antistante, acciottolato, è occupato dalla mostra dei fiorai e dalle macchine dei visitatori. Dal cancello parte il vialetto principale, sulla destra gli edifici moderni di servizio, con le camere mortuarie, il deposito salme per la cremazione. Dritto, lungo il viale, le lapidi che ricordano i caduti: quelli della grande guerra, quelli della seconda guerra, quelli partigiani, che è come se fosse una terza guerra, dichiarata dalla gente però, la più sentita. E qui la guerra civile è stata grave, lacerante, violenta, fatta di politica e di vendette personali, di ideali e d’ira, e non capirete mai come veramente fu perché chi la racconta non ha ancora trovato la pace dentro necessaria per essere obiettivi, sereni, e mentre rievoca fa in un certo senso ancora propaganda e dice ciò che vuole e tace ciò che gli pare.


Questo cimitero non fa che crescere. La Certosa è piccola, quindi vengono sin  qui a seppellire i loro morti dalla zona sud di Bologna, da quella est, da nord, e i campi intorno sono già “battezzati”, come si suol dire, s’aspetta solo l’ennesimo allargamento delle mura di cinta, ma sarebbe l’ultimo perchè la città, crescendo lei pure, è giunta ormai sin qui, ogni anno sacrificando un frutteto, una vigna, un campo.


Domani Biagio va a stare di casa lì, per sempre.


E’ morto la sera di capodanno.


Un cimitero tranquillo, dietro la chiesa, vicino a casa.

1 commento:

  1. :-( quando scrivi certe cose io non so

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