martedì 20 gennaio 2004

NARCISO E� OTTUSO &...

NARCISO E’ OTTUSO


 


La figlia del Pescatore mi viene a trovare spesso. Ha bisogno di raccontare a qualcuno. Mi relaziona sulle tappe del viaggio di suo padre e dentro questi fatti c’è il suo malessere di figlia che si rende conto d’essere stata sempre amata e di non averlo mai capito. E’ incazzata.


Suo padre le ha fatto una carezza sulla guancia e lei dice . accidenti a lui, poteva farlo anni prima? Perché non mi ha mai sorriso così, abbracciato così quando non pensava di dover morire presto?


 


E non sa neppure lei cosa vuole da suo padre. L’altro giorno è andata a cercarlo al bar, dove lui passa parte della giornata con gli amici. Il Pescatore è uscito nel gelo della mattinata invernale in maniche di camicia. Ma come, prendi freddo! E lui: dimmi quel che devi dire e sbrigati: sto giocando a carte e mi aspettano. Naturalmente lei si è incazzata due volte: per la mancata giacca e per la fretta di tornare alla briscola. Con quel che succede pensi alle carte? Perché, a cosa dovrei pensare? A me piace la briscola, andare a pesca, stare con gli amici. Non ho mica cambiato i miei gusti solo perché sono malato.


 


La Figlia sta peggio del Pescatore, in un certo senso. Vorrebbe un padre diverso, un padre che pensi solo a lei, che la coccoli come una bambina, che si adatti al ruolo di padre come lo vede lei, una specie di bambola/papà nel teatrino scritto, diretto e manovrato dalla Autrice Del Mondo Intero, la Figlia, appunto. E’ appena a metà del primo o del secondo atto e già le chiudono il teatro, spengono le luci, i macchinisti disfano le scene, e lei grida Nooo! Non è così, non va bene, non ho mica finito, non sono ancora arrivata alla fine, non ho neppure deciso il finale, basta, come vi permettete di interrompermi senza il mio permesso?


 


La Figlia non capisce. Mi dispiace molto per lei, conosco queste sensazioni, io pure sono, in fondo, innamorata di me stessa. Ma se non smette, almeno per un poco, d’essere Narciso, non capirà mai. Perché Narciso è ottuso. Tanto giovane, tanto bello e tanto ottuso.


 


Il Pescatore come padre forse non è stato un campione. Ma non si racconta balle, è fantastico in questo. E se muore di terrore non disdegna di camminarci attraverso, vive scopertamente la tentazione di anticipare la Morte correndo verso di Lei, e resiste al desiderio inconsulto di tuffarsi nel baratro prima che la Signora stessa lo spinga di sotto.


 


Gioca a briscola mentre l’aspetta, me lo immagino sollevare gli occhi dalla mano di carte per guardarla, Lei scheletrica e candida, le orbite vuote piene di una luce blù.


” ANDIAMO?”


“ Proprio adesso? Guarda qui: tre carte e tre carichi di briscola, fammi prendere e battere questi scalcagnati e sono subito da te, cara.”


 


Ma sarà ancora più difficile di così. Sarà un corpo a corpo sanguinoso, ed ho paura anch’io, terrore puro se oso fermarmi a pensarci. Vorrei che toccasse ad un altro il compito di reggere la sua spugna all’angolo del ring.


Maledizione, forse dovrei andare a trovarlo al bar e farmi io pure una mano di briscola, nell’attesa.


 

5 commenti:

  1. Sì, e magari sbattere una bottiglia di Cannonau sul tavolo.

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  2. vernaccia. con la briscola ci va la vernaccia.

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  3. ciao topona, un grosso bacio,,,,,,,,,,,,

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  4. Sangiovese. E poi in giro per il mondo con la barca del Pescatore. Io te e la figlia (io scendo a Lampione, scoglio diroccato prospicente Lampedusa, voi divertitevi).

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  5. Il narcisismo è una brutta bestiaccia tonta e ottusa.Guarda dentro un caleidoscopio (di se stesso), pensando che quello sia il mondo intero. Che illuso. Che idiota. Il mondo è l'Altro, che è nascosto anche dentro di sè. Senza il suo specchio, lui, Narciso, non esisterebbe neppure. Ma vaglielo a spiegare.
    a.moroni

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