domenica 21 dicembre 2003

PANE Mi...

PANE


 


Mi  piace il pane. La vetrina delle panetterie, con i pezzi appena sfornati nei canestri; lo scaffale a ripiani con le teglie infilate una sopra l’altra e, ancora bollenti, i biscotti, le offelle, le streghe, la crescente; le teglie con i bignè ancora da riempire; i pani infuocati ancora, da prendere con i guanti imbottiti ed infilare nella busta di carta, da aprire immediatamente appena tornati a casa per permettere alla pagnotta, quasi fosse viva, di “respirare”.


 


Mi piace tagliarlo a fette, metterlo nei cestini per portarlo in tavola e coprirlo pudicamente con un tovagliolo. Tagliare a quadrati la crescente e sistemarla intorno ed in mezzo alle fette di pane, infilare sotto un cornetto di ferrarese, che sporga come fosse un gambo di sedano croccante, che faccia capolino dal telo, occhieggiando: sono qui, vedete? Fresco e dorato.


 


Mi piace soprattutto fare il pane, lavoro ristoratore dei miei giorni di vacanza. Preparare la biga col lievito, poi rinfrescarla, infine impastarle attorno la massa di farina ed acqua, il sale per ultimo, nella sua casetta di lato alla fontana. E poi lavorare a lungo, meccanicamente, rilassata, con davanti a me mezz’ora libera da distrazioni, buona per pensare, ricordare, con questa cosa bianco avorio, tiepida sotto le mie mani, e sempre più elastica, sempre più liscia. Ad un certo punto sembra risponderti mentre la lavori, restituirti la pressione che le imprimi, sembra impastare lei le tue mani, farsi rotonda, farsi levigata: è pronta. Ora la sistemi nel suo lettino, la involgi accuratamente nella sua coperta, le trovi un cantuccio tiepido e la collochi a dormire. Lei dorme e sogna e mentre sogna lievita, cresce, cresce: i sogni fanno bene alla gente e fanno bene al pane.


La giornata avanza, piena di lavori, di uscite, di parole. Prepari la cena mentre il pane sogna nel suo letto, rigoverni, infine torni a cercarlo. S’è montato la testa: è una palla soffice con una lieve crosta sottile. Lo rimetti sul tagliere impolverato appena, lo sgonfi, lo lavori delicatamente e cominci ad arrotolarlo con le dita una, due, cinque volte, fino a che il filone non ti soddisfa. Pieghi le punte sotto e sistemi le pagnotte nella teglia per la notte. Lo metti un po’ in caldana, giusto per conciliargli il sonno, poi a letto anche tu, sperando nel miracolo dell’indomani quando, scaldato e temperato il forno, potrai regalargli il tuo figlio immaturo per estrarne un pane fragrante.


 


Sarà buono? Chissà.


Se bastassero l’impegno e le buone intenzioni ....

7 commenti:

  1. Tra i miei ricordi più belli c'è il pane appena sfornato, alle 4 del mattino. Filante come una mozzarella, bollente e pronto a sciogliersi in bocca, era una delizia. Le notti di vacanza in collina, sempre fredde nonostante agosto, vivevano un dolcissimo momento invernale.
    Ellie

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  2. Lei dorme e sogna e mentre sogna lievita, cresce, cresce.. e lievitando si stacca dal suolo, trova una finestra, esce e sale, fino a raggiungere le antenne, giocare con gli aquiloni, e ancora sale, incuriosita dalle buffe mongolfiere guidate da strani uomini con baffi a manubrio, che a loro volta la osservano con stupore, e ancora su, tra le nuvole, dove giacciono fiocchi di ricordi e pensieri oziosi, e da lì si sofferma a guardare in basso, nel silenzio blu notte, lei guarda giù e riflette, afferra un'intuizione che però le scappa descrivendo ampie volute nell'aria, aggregandosi ai pensieri oziosi trasformandosi infine in un fiocco di ricordi, tornando in stato di quiete..e ancora, lei sale lambendo i crinali di vette a punta-sembrano ripassate dal temperamatite di un bimbo-, la luce sta mutando, verso est un barlume di rosa sta inghiottendo un sogno, tra un po' arriverà anche al suo..è ora di tornare.
    Toni

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  3. Anche a me piace il pane e il suo profumo. Sono curiosa e mi piace provare tutti i tipi di pane, quando mi trovo in vacanza in paesi dove il pane è diverso da quello che mangio abitualmente.
    Buonissimo, il pane con i semi di finocchio mangiato in Trentino Alto Adige, accompagnato da una fetta di Speck profumato.
    Cecilia, ti auguro un sereno Natale :)

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  4. Ah, cucinare durante le pause festive è meraviglioso! Io non so fare il pane, ma mi cimento con buoni risultati nei risotti, e soprattutto, poi, nel bollito. Per me il bollito è un mito assoluto che nessuno mi potrà mai sottrarre. Per Natale sto studiando un modo soavemente ghiotto per fare lo storione.
    a.moroni

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  5. Un pane fatto con amore sig.ra Capsicum..la ammiro...fare il pane nn è facile.......le auguro un sereno Natale..notte..^^

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  6. solo per lasciarti un abbraccio. :-) manu

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  7. rox, buonissima l'idea del finocchio! ho solo anice a casa, lo farò con quello. baci

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