martedì 2 dicembre 2003

OK, avevo ap...

 


OK, avevo appena rimesso i link, e ieri hanno spento il blog di Salvo. Per chi non lo conosceva, e ormai non lo conoscerà più, Salvo è uno dei ragazzi, militari, che stanno a Nassirya. Aveva messo su un blog per tenere i contatti con i suoi amici a casa. Rigorosamente non parlava di quel che faceva da militare, ma solo di piccole cose, una lucertola, un gechi, un ragnetto, le partite a pallavolo con i militari americani, la mensa allagata, il dormire in tenda, piove, non piove, è caldo, c'è il sole.


Poi è arrivato il Corriere della Sera. Ha scritto un miserabile pezzo di "colore". Ventitrenta righe insipide roundabouting "una volta scrivevano lettere dal fronte, adesso scrivono un blog".


Adesso il blog è vuoto. E' pieno solo dell'e-mail di Salvo. Gli ho scritto. Ma forse non mi risponde perché non ci conosciamo di persona, ero solo una lettrice di straforo. Lurkavo, ok? Penso che forse un tenente o un capitano l'ha chiamato e gli ha detto così e cosà, cosa credeva di fare? lei è un militare, non ha il permesso. Chiuda subito quella fonte non autorizzata di notizie a cui i terroristi potrebbero attingere per qualcosa, non si sa cosa, ma chi ci garantisce che cosa.


Venisse un accidenti al Corriere della Sera.


Adesso come farò a sapere se Salvo sta bene?


Come farò a sapere se nel deserto piove? Chi mi dirà quante sono e quanto belle, laggiù, le stelle?

5 commenti:

  1. Perchè il giornalista che ha scritto le due righe sul Corriere non ci va lui laggiù a farsi impallinare, invece di starsene comodo alla sua scrivania, permettendosi il gusto necrofilo di guadagnar soldi parlando della vita altrui, e sulla altrui pelle?
    a.moroni

    RispondiElimina
  2. Che brutta notizia! Io avevo seguito il blog di
    Salvo fino a qualche giorno fa. Ho citato
    il tuo post sul mio blog commentandolo, spero che non ti dispiaccia. Posso sempre cancellarlo.

    RispondiElimina
  3. grazie, belljar, è molto bello quello che hai scritto e lo condivido completamente. baci

    RispondiElimina
  4. tristezza. :-( ero tornata da te per linkarlo... manu

    RispondiElimina
  5. caro curioso, non mi definirei destrorsa, no. non saprei proprio come definirmi. sembrava facile prima di mettermi a fare il medico, poi la cosa si è complicata. adesso simpatizzo per chi sostiene la medicina pubblica, per chi spende per la medicina pubblica, gli altri mi fanno incazzare, ma non per via delle loro idee politiche o delle loro visioni del mondo, solo, egoisticamente, perchè sabotano il mio lavoro. tutto qui. visione ristretta del mondo, come puoi notare. Ristrettissima: tra il Lavino ed il Reno, a malapena qualche chilometro più in là

    RispondiElimina