domenica 23 novembre 2003

 


 


CERCANDO IL GATTO


 


Una volta lavoravo in Val Tidone. L’Oltrepò è un posto molto bello, con campagne in dolce salita verso l’Appennino. In autunno l’aria è particolarmente gradevole, umida, ma non freddissima, sarei tentata di definirla dolce. La campagna arata e scura si alterna a zone d’erba ancora verdeggiante sparsa d’alberi e arbusti, non tutti spogli. Il verde si addensa in strisce serpeggianti sotto le quali stanno i fossi, col rigagnolo dentro e le radici e le fronde che s’incurvano a coprirlo, a bervi. Dentro questi sieponi vivono lepri e fagiani, oltre ad altra selvaggina minuta, non numerosa come dovrebbe, ormai, e scorazzano i gatti.


Era uscito a cercare il gatto, quella sera. Il gatto di casa che, ormai fattosi tardi, non tornava a cenare. L’ha visto andar fuori la vicina, ehi, dove vai a quest’ora, si fa notte. Vado a riprendermi il gatto, non è rientrato. Cosa sarà successo al gatto? Poi non è rientrato neppure lui.


Viveva solo, ma la mattina dopo la figlia, entrando in casa con la spesa, ha trovato il camino spento ed il letto intatto. Ha chiamato il Maresciallo. I marescialli non si perdono, loro, mandano in giro gli appuntati, l’hanno trovato. Poi il maresciallo ha chiamato me.


Bisogna che venga, dottoressa, c’è dell’acqua, se lo gradisce le prestiamo un paio di stivaloni.


Li ho messi, m’arrivavano a metà coscia, chissà che acqua m’aspettavo, il fosso era praticamente vuoto, appena due dita stagnanti sul fondo, tra l’erba umida ed alta.


Giaceva disteso, leggermente voltato sul fianco destro, la gamba sinistra piegata, il ginocchio flesso. Aveva perso una scarpa. Il braccio destro era disteso, il sinistro raccolto, la mano stringeva il bordo della giacca, come a raccogliersela addosso. Le macchie ipostatiche evidenti, il rigor si scioglieva già alle estremità. Ora della morte: verosimilmente ieri sera, poco dopo la scomparsa.


Compilo il certificato nell’ufficio del maresciallo, mi dice, con tanto garbo, “se potesse evitare di fare difficoltà, le assicuro non ci sono motivi di dubitare, la famiglia è già abbastanza scossa, la figlia è molto provata”.


Niente difficoltà. Cause naturali.


Il gatto, poi, al mattino era rientrato.

4 commenti:

  1. absinthfreespirit23 novembre 2003 00:19

    a che proposito?

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  2. absinthfreespirit23 novembre 2003 00:20

    scusa volevo dirti benvenuto ma mi si è incartato splinder con msn

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  3. Non ci crederà, ma ho passato gran parte della mia infanzia in Oltrepò, precisamente vicino a Zavatarello. Conosco benissimo la zona. L'incipit del Suo nuovo blog, se vogliamo paragonarlo ad un romanzo che comincia, è degno di un Mc Ewan.
    Buon inizio.
    a.moroni

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  4. grazie del benvenuto. Benvenuti voi nella mia casa tutta nuova!

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