martedì 22 maggio 2018

conversazione

Continuo a parlarti
mentre vado per strade
senza senso.
Parlo con te della tristezza
del mondo che m'investe,:
- ondate grigie
e fredde e salate
e piccole e grandi
 e lievi e violente -
parlo con te ogni giorno
come se ancora
tu rispondessi.

lunedì 9 aprile 2018

cose da scrivere

ne avrei, ne arei, ma prima devo finire alcuni lavori. Quindi lo farò dopo.  A presto.

NON CAMMINATE SOTTO AI PORTICI

A Bologna abbiamo una grande quantità di persone con carenza di vitamina D. Ok, il clima conta, ma anche camminare sempre all'ombra, sotto i portici, sarà comodo, ma non fa bene. Il sole è fastidioso, ma utile.

lunedì 19 marzo 2018

burocrazia

sono quasi le tre e ormai sono rassegnata. Non riuscirò entro oggi a fare le ripetizioni di ricetta e le richieste varie per i miei pazienti, a meno di non rinunciare all'ambulatorio del pomeriggio. Anche questa settimana sarò in ritardo. Così metto la cartellina delle richieste in borsa e parto in direzione del secondo studio. Burocrazia. tutta e solo burocrazia. Mi porta via quaranta minuti al mattino per lo scarico dati e circa un'ora al giorno per la stampa delle ricette.
E' utile questo? E a chi?
Si tratta di un tentativo di calmierare la spesa in modo improprio. Sembra che  si aspetti che così i MMG prescrivano di meno per perdere meno tempo, ma non è questo il vantaggio. Le attività del MMG possono essere controllate agevolmente, mentre per controllare le attività della specialistica, che in gran parte è accreditata, sarebbero necessarie modalità nuove. Così il MMG, costretto ad assumersi la responsabilità delle richieste e delle ricette improprie, viene ad essere la persona che assume la responsabilità di rifiutare terapie e accertamenti al paziente. Insomma, se da un lato veniamo giudicati troppo impreparati per prescrivere direttamente terapie e accertamenti specialistici, dall'altro siamo considerati in grado di decidere se rifiutarli o accettarli. Questo è poco logico, direbbe un mio amico, ma l'amministrazione della cosa pubblica è spesso il luogo della non logica, il luogo in cui le decisioni vengono prese sulla spinta della speranza, della disperazione, del facciamo qualcosa non importa cosa ma facciamolo.
Si tratta quindi anche di una modalità di controllo delle attività mediche sul territorio.
Si tratta anche, indirettamente e forse anche non volutamente, di un modo per scoraggiare i pazienti rispetto alla compliance. Se mi stanco di chiedere la ricetta, di aspettare che sia pronta, di andarla a ritirare, di passare in farmacia, a volte dover prenotare il farmaco, di tornare in farmacia per averlo. finisce che rimango senza per una o due settimane ogni due mesi; meglio ancora: la cardioaspirina, la metformina, persino la simvastatina  e il ramipril me li pago di tasca mia. Costano nell'ordine 2.35, 1.27, 5.62 e 2.74 euro. Meno della spesa per l'autobus.
Mettiamoci sull'altro piatto della bilancia il costo della carta e dei controlli sulla prescrizione , a carico dell'azienda. A carico del medico il costo del toner e  le ore di lavoro.
Non sarebbe finalmente il caso di razionalizzare tutto questo? Di trovare altre modalità per la somministrazione di farmaci di uso cronico e a bassissimo costo?
no, ok, no. Vado all'altro studio e mi porto in borsa le ricette. Le farò stanotte, tanto io non guardo la tv.

martedì 13 marzo 2018

omnia parata sunt

Non mi aspetto nulla oltre il termine delle funzioni del mio corpo, nulla tranne il ricordo di chi mi vuol bene. Nella mente di ogni mio amico, di ogni persona che mi vuole bene, c'è una cecilia che, all'occorrenza e se l'affetto è tanto, parla e ascolta e risponde. Nella mia mente ci sono  le persone che amo e quelle che ho amato, ci sono tante di quelle persone, alcune più vive e definite, altre meno.
Questo è tutto ciò che mi aspetto.

Credo che come me la pensasse un amico che ha finito di vivere proprio oggi.
Ha sofferto, ha combattuto, insomma è stato impeccabile, a suo modo. Era una di quelle persone che raggiungono la semplicità attraverso una grande complessità. Un razionalista, un riduzionista, un uomo affettuoso e pieno di calore.

E' possibile, ma non probabile, che le cose stiano invece come ritengono molti altri, che vi sia ancora esistenza dopo la fine del corpo. Se così sarà, rideremo molto, insieme. Se invece ciò che possiamo è vivere con grazia e intelligenza e lasciare molti bei ricordi, spero di riuscire a farlo bene come lui.

lunedì 12 marzo 2018

il dosaggio è unico e altre lepidezze

lista delle cose ti trovi a dire al paziente farmacofobico (o farmacofilico... Solo quelle di stamattina)

D. Mi dia un dosaggio basso, per favore, perché io sono molto sensibile
R. Il dosaggio è unico.
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D. Ma se io prendo l'Oscillococcinium, ci possono essere interferenze con la terapia del cuore?
R. No, cara signora, lo prenda pure.
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D. Ma perché se prendo mezza tachipirina non mi fa effetto, mentre se ne prendo una intera si?
R. Perché mezza è una dose pediatrica e fa effetto solo ai bambini.
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D. Sto malissimo, potrei avere la cura che mi ha proposto la settimana scorsa e che non ho fatto perché mi faceva paura?
R. Certamente, signora. Le preparo subito le richieste.
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D. Ma se io non la faccio questa cura, che succede?
R. Vediamo, signora.
D. ma scusi, come, vediamo?!?
R. signora, nel senso che vediamo se lei guarisce senza farmaci oppure no. Se migliora senza farmaci siamo tutti contenti, se invece peggiora ha le ricette per la terapia che le ho proposto e può farla. (P.S. paziente che ha un pacchetto di sigarette in tasca e non ha paura di usarlo trenta volte al dì)
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D. ma se invece di fare le infiltrazioni che lei mi ha proposto io facessi delle iniezioni normali?
R. Benissimo, signora, le preparo le ricette.
D. ma c'è differenza?
R. invece di fare tre fiale localmente lei ne farà dodici o più per via intramuscolare.
D. ma funziona uguale?
R. ci sono delle differenze, ma funzionerà.
D. allora preferisco le iniezioni normali, grazie.
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D. ma se io comincio la cura per la pressione, poi la devo continuare per sempre?
R. solo fino a che vuole mantenere la pressione bassa. Appena la smette può riavere la sua pressione alta come prima.
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D. dottoressa, mi aiuti! Ho smesso le cure che mi hanno dato i reumatologi e adesso ho di nuovo dei dolori fortissimi.
R. riprendiamo le cure dei reumatologi.
D. e altrimenti?
R. possiamo tenere i dolori. Se lei li trova sopportabili...
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D. Tu mi da anche OKI?
R. No, non posso, stai prendendo Arcoxia, non ti posso dare anche OKI.
D. Ma io no prende, prende mia moglie.
R.Ma tua moglie è al Paese! Non posso fare ricette per persone che stanno all'estero!
D. Ma io le mando!

(...continua)

giovedì 8 marzo 2018

cose difficili da capire

Ieri è morto un mio paziente, uno che non si fidava. Non si fidava di me e non si fidava di nessuno. Aveva una valvulopatia, una di quelle cose che un tempo erano mortali e adesso si trattano con un intervento percutaneo. Però lui era convinto che l'intervento l'avrebbe ucciso e a nulla sono valse le mie preghiere, le spiegazioni, i tentativi di convincerlo di ogni tipo. Quando sarà il momento me ne andrò, diceva.
Ok, fin qui tutto giusto. Ognuno decide per sè.
Però dopo un po' le cose cominciano ad essere sgradevoli. Perde le forze, dimagrisce, non respira, si gonfiano i piedi e le gambe, la notte si sente affogare, non riesce più a camminare. Viene da me per cercare una "cura migliore". Parliamo ancora. E comincia a pensare di cambiare idea.
Lo ricovero. Sembra accettare l'intervento percutaneo, ma non è più fattibile, ci vuole una sostituzione valvolare a torace aperto. No, risponde, è troppo pericoloso. Lo dimettono e lo trasferiscono in casa di cura per la riabilitazione. Ma non c'è molto da riabilitare, continua a star sempre più male. Cambia ancora idea. I figli vanno a parlare col cardiochirurgo, dicono il babbo si è decisa ad operarsi. Torna in cardiologia. Ma intanto è ulteriormente peggiorato. Ieri è morto.

Ok. Io non avrei altro da dire su questo argomento.